Articoli determinativi e indeterminativi in italiano: regole, tabelle ed esempi
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Articoli determinativi e indeterminativi in italiano: regole, tabelle ed esempi

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Gli articoli determinativi e indeterminativi sono le parole più piccole della frase, ma anche tra quelle che usiamo più spesso: il libro, lo zaino, un’amica, uno studente. Chi parla italiano dalla nascita li sceglie senza pensarci, eppure dietro ogni scelta c’è una regola precisa, e gli errori (un’amico, il psicologo, i studenti) sono più frequenti di quanto si creda. In questo articolo vediamo tutte le forme, come si sceglie quella giusta e quando si usa l’uno o l’altro tipo di articolo.

Che cos’è l’articolo

L’articolo è una parte variabile del discorso che si mette davanti al nome e ne indica il genere (maschile o femminile) e il numero (singolare o plurale). In italiano ci sono tre tipi di articolo:

  • determinativo: il, lo, l’, la, i, gli, le. Indica una cosa precisa, già nota a chi ascolta;
  • indeterminativo: un, uno, una, un’. Indica una cosa qualsiasi, non ancora nota o non meglio precisata;
  • partitivo: del, dello, della, dei, degli, delle. Indica una quantità indefinita (Ho comprato del pane). Ne parliamo nell’articolo dedicato all’articolo partitivo.

Confronta queste due frasi:

  • Ho letto il libro che mi hai prestato. → un libro preciso, quello che conosciamo tutti e due.
  • Ho letto un libro bellissimo. → un libro qualsiasi, che chi ascolta non conosce ancora.

Gli articoli determinativi: tabella

Singolare Plurale Quando si usa
Maschile il libro i libri davanti a consonante
lo studente, lo zaino gli studenti, gli zaini davanti a s + consonante, z, gn, ps, pn, x, y, i + vocale
l’albero gli alberi davanti a vocale
Femminile la casa le case davanti a consonante
l’amica le amiche davanti a vocale

Il, lo o l’? Come scegliere al maschile

Al maschile la forma più comune è il (plurale i), che si usa davanti alla maggior parte delle consonanti: il cane, il treno, il gatto, il ragazzo → i cani, i treni, i gatti, i ragazzi.

Si usa invece lo (plurale gli) davanti alle parole che cominciano con:

  • s + consonante (la cosiddetta “s impura”): lo studente, lo specchio, lo sport → gli studenti, gli specchi, gli sport;
  • z: lo zaino, lo zio, lo zucchero → gli zaini, gli zii;
  • gn: lo gnomo → gli gnomi;
  • ps e pn: lo psicologo, lo pneumatico → gli psicologi, gli pneumatici;
  • x e y: lo xilofono, lo yogurt → gli xilofoni, gli yogurt;
  • i + vocale (la i “semiconsonante”): lo iato, lo ione → gli iati, gli ioni.

Davanti a vocale lo si elide e diventa l’: l’albero, l’uomo, l’orologio. Al plurale si usa gli: gli alberi, gli uomini, gli orologi. Lo stesso vale per molte parole straniere che cominciano con una h che non si pronuncia: l’hotel, l’hamburger.

👉 Una curiosità: nell’uso comune si sente spesso il pneumatico, ma la forma raccomandata dalle grammatiche è lo pneumatico, plurale gli pneumatici.

La o l’? Il femminile

Al femminile è tutto più semplice: la davanti a consonante (la casa, la scuola, la zia) e l’ davanti a vocale (l’amica, l’isola, l’estate). Al plurale c’è sempre le, che non si apostrofa: le amiche, le isole, le estati.

Fa eccezione la i semiconsonante: la iena, plurale le iene, senza apostrofo.

Gli articoli indeterminativi: tabella

Forma Quando si usa Esempi
Maschile un davanti a consonante e a vocale un libro, un amico, un uomo
uno davanti a s + consonante, z, gn, ps, pn, x, y, i + vocale uno studente, uno zaino, uno psicologo, uno yogurt
Femminile una davanti a consonante una casa, una zia, una studentessa
un’ davanti a vocale un’amica, un’isola, un’ora

Un o un’? La regola dell’apostrofo

È l’errore più frequente in assoluto, anche tra gli italiani. La regola è semplice:

  • al maschile si scrive un senza apostrofo, anche davanti a vocale: un amico, un albero, un errore. Qui non c’è elisione ma troncamento, perché un esiste anche da solo (un libro);
  • al femminile si scrive un’ con l’apostrofo davanti a vocale: un’amica, un’idea, un’ora. Qui c’è elisione: una perde la a finale.

Il trucco per non sbagliare: prova a mettere al posto del nome un’altra parola dello stesso genere che comincia per consonante. Se viene una (una ragazza), allora davanti a vocale scriverai un’; se viene un (un ragazzo), scriverai un senza apostrofo.

L’apostrofo è utile anche per capire il genere dei nomi che sono uguali al maschile e al femminile:

  • un insegnante (un uomo) / un’insegnante (una donna);
  • un artista / un’artista;
  • un atleta / un’atleta.

Lo stesso ragionamento vale per un altro (maschile, senza apostrofo) e un’altra (femminile, con apostrofo).

Il plurale dell’articolo indeterminativo

L’articolo indeterminativo non ha un plurale. Quando vogliamo parlare di più cose non precisate usiamo:

  • l’articolo partitivo: un amico → degli amici; una casa → delle case; uno studente → degli studenti;
  • gli aggettivi indefiniti alcuni / alcune: alcuni amici, alcune case;
  • qualche, che però vuole il nome al singolare: qualche amico, qualche casa.

L’articolo si sceglie in base alla parola che segue

Attenzione: l’articolo non dipende dal nome, ma dalla parola che viene subito dopo. Se tra l’articolo e il nome c’è un aggettivo, è l’aggettivo a decidere la forma:

Solo il nome Con un aggettivo davanti
lo studente il bravo studente
gli amici i miei amici
l’amica la mia amica
uno zaino un grande zaino
un’idea una buona idea
il libro lo stesso libro

La stessa logica regola gli aggettivi dimostrativi quel e quello, che seguono le forme dell’articolo determinativo: il libro → quel libro, lo zaino → quello zaino. Ne parliamo in quando si usa quel o quello, quei o quegli.

Attenzione al genere del nome

Per scegliere l’articolo bisogna conoscere il genere del nome, e la vocale finale non sempre aiuta. Alcuni nomi in -a sono maschili e alcuni nomi in -o sono femminili:

  • maschili in -a: il problema, il tema, il programma, il pianeta → i problemi, i temi, i programmi, i pianeti;
  • femminili in -o: la mano, la radio, la foto, la moto → le mani, le radio, le foto, le moto;
  • nomi in -e, che possono essere maschili o femminili: il fiore, il pane, la chiave, la notte.

Quando si usa l’articolo determinativo

L’articolo determinativo si usa:

  • per una persona o una cosa precisa, già nota o già nominata: Ho visto un film. Il film era bellissimo.
  • per una cosa unica: il sole, la luna, il presidente della Repubblica;
  • per indicare una categoria in generale: Il cane è un animale fedele. Mi piace la pizza.
  • con gli aggettivi possessivi: la mia casa, il tuo libro, i nostri amici;
  • con le date e le ore: il 3 novembre, nel 2026, sono le tre;
  • con i giorni della settimana per indicare un’abitudine: Il lunedì vado in palestra (= tutti i lunedì). Senza articolo indica un giorno preciso: Lunedì vado dal medico (= questo lunedì);
  • con i titoli seguiti dal cognome: il signor Rossi, la dottoressa Bianchi. Quando ci rivolgiamo direttamente alla persona l’articolo cade: Buongiorno, dottoressa Bianchi!
  • con i nomi di Stati, regioni, fiumi, monti e laghi: l’Italia, la Toscana, il Po, le Alpi, il Garda.

Quando non si usa l’articolo

Ci sono anche casi in cui l’articolo determinativo non si mette:

  • con i nomi di persona: Marco è arrivato (il Marco si sente in alcune regioni del Nord, ma è un uso regionale e informale);
  • con i nomi di città: Roma, Milano, Napoli, salvo poche eccezioni in cui l’articolo fa parte del nome: L’Aquila, La Spezia, Il Cairo;
  • con i nomi di parentela al singolare preceduti da un possessivo: mio padre, tua sorella, suo zio. L’articolo però torna al plurale (i miei fratelli), con loro (la loro madre), quando il nome è alterato o accompagnato da un aggettivo (la mia sorellina, il mio caro zio) e con le forme affettive mamma e papà (la mia mamma, il mio papà).

Quando si usa l’articolo indeterminativo

L’articolo indeterminativo si usa:

  • per una persona o una cosa non precisata, una tra tante: Mi presti una penna? (una qualsiasi);
  • quando si nomina qualcosa per la prima volta: Ieri ho conosciuto una ragazza simpatica. Se poi ne riparliamo, passiamo al determinativo: La ragazza si chiama Giulia.
  • per indicare un esemplare qualsiasi di una categoria: Un medico deve ascoltare i pazienti.
  • con valore di “circa”, davanti a un numero: Ti ho aspettato una ventina di minuti.

Gli errori più comuni

❌ Sbagliato ✅ Corretto Perché
un’amico un amico al maschile non c’è apostrofo
un amica un’amica al femminile davanti a vocale ci vuole l’apostrofo
il psicologo lo psicologo davanti a ps si usa lo
i studenti gli studenti davanti a s + consonante si usa gli
il zaino / un zaino lo zaino / uno zaino davanti a z si usa lo / uno
l’amiche le amiche le non si apostrofa
la mia sorella mia sorella niente articolo con parentela al singolare + possessivo

Mettiti alla prova: quiz sugli articoli

Rispondi a queste 10 domande per vedere se sai scegliere l’articolo giusto.

Sai scegliere tra il, lo, l', un, uno e un'? Mettiti alla prova con il Quiz sugli articoli in italiano.

Per ogni domanda scegli l'articolo o la forma corretta. Alla fine vedrai il tuo punteggio e la spiegazione di ogni risposta.

Quale articolo determinativo va davanti a «zaino»?

Completa: «Ho incontrato ___ amica di Giulia.»

Completa: «Ieri ho conosciuto ___ amico di Marco.»

Qual è il plurale di «lo psicologo»?

Completa: «___ mia amica arriva domani.»

Completa: «___ studenti sono già in aula.»

Completa: «Per merenda ho mangiato ___ yogurt.»

Qual è il plurale di «un amico»?

Completa: «___ lunedì vado in piscina» (= tutti i lunedì).

Nella frase «È un'insegnante molto preparata», chi è la persona che insegna?

Riassumendo: gli articoli determinativi (il, lo, l’, la, i, gli, le) indicano qualcosa di preciso e conosciuto, quelli indeterminativi (un, uno, una, un’) qualcosa di generico o nominato per la prima volta. La forma si sceglie guardando il genere e il numero del nome e la lettera con cui comincia la parola che segue: lo e uno davanti a s + consonante, z, gn, ps, pn, x e y, l’apostrofo solo al femminile con un’. Se vuoi ripassare tutte le altre regole, trovi il quadro d’insieme nella nostra grammatica italiana: guida completa.

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