Introduzione alla traduzione Primo laboratorio: tradurre dall'inglese
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Introduzione alla traduzione · Lezione 6 di 6 · circa 12 minuti di lettura

In breve

In questo laboratorio mettiamo insieme tutto il corso. Una traduzione ben fatta segue un metodo in fasi: leggere e capire il testo, analizzarlo (tipo, scopo, destinatario), fare una prima stesura, rivederla confrontandola con l’originale e infine rileggerla solo in italiano, come se fosse un testo scritto da zero. Lo proviamo su un breve testo divulgativo inglese, commentando le scelte frase per frase.

Concetti chiave

Termine Che cosa significa
Prima stesura La traduzione completa fatta di getto, da rivedere
Revisione Il confronto frase per frase con l’originale: niente omesso, niente frainteso
Rilettura La lettura del solo testo italiano, per controllare scorrevolezza e naturalezza
Interferenza Strutture inglesi che “passano” nell’italiano senza volerlo

La spiegazione

Il metodo in cinque fasi

  1. Leggere tutto il testo prima di tradurre. Molti dubbi si sciolgono più avanti nel testo.
  2. Analizzare: che tipo di testo è? Per chi è la traduzione, e per che cosa? Che registro ha? Ci sono termini tecnici o riferimenti culturali da cercare?
  3. Prima stesura: tradurre tutto, segnando i dubbi senza bloccarsi su ogni parola.
  4. Revisione: confrontare frase per frase con l’originale. Manca qualcosa? Ho capito bene? I termini sono coerenti? I numeri e i nomi sono giusti?
  5. Rilettura: leggere solo l’italiano, possibilmente dopo qualche ora, ad alta voce. Suona come un testo scritto in italiano? Ci sono ripetizioni, frasi troppo lunghe, calchi?

Il testo di partenza

È un breve testo divulgativo, scritto per il sito di un museo. Scopo della traduzione: la versione italiana dello stesso sito, per visitatori italiani.

Visitors are often surprised to learn that the museum’s most famous painting was almost lost forever. In 1941, as bombs fell on the city, it was rolled up and hidden in a disused mine in Wales, where it remained until the end of the war. Today it is the first thing most visitors want to see – and it has never looked better, thanks to a careful restoration completed last year.

L’analisi

  • Tipo di testo: informativo, con una componente operativa (incuriosire, invogliare alla visita).
  • Destinatario: visitatori italiani, non specialisti.
  • Registro: neutro e scorrevole, un po’ narrativo.
  • Riferimenti da verificare: Wales (Galles), il contesto della Seconda guerra mondiale, che è chiaro anche per un lettore italiano.

Le scelte, frase per frase

1. Visitors are often surprised to learn that…
Letterale: “I visitatori sono spesso sorpresi di apprendere che…”. Corretto, ma rigido. Meglio: “Molti visitatori si stupiscono quando scoprono che…”. Abbiamo usato una trasposizione (are surprised → “si stupiscono”) e reso often con “molti”, una piccola modulazione.

2. …the museum’s most famous painting was almost lost forever.
“…il quadro più famoso del museo ha rischiato di andare perduto per sempre”. Was almost lost diventa “ha rischiato di andare perduto”: l’italiano preferisce un verbo pieno al passivo con “quasi”.

3. In 1941, as bombs fell on the city, it was rolled up and hidden in a disused mine in Wales…
“Nel 1941, mentre le bombe cadevano sulla città, fu arrotolato e nascosto in una miniera abbandonata del Galles…”. Qui la traduzione quasi letterale funziona. Scegliamo il passato remoto, normale in un racconto storico; disused → “abbandonata” (più naturale di “dismessa”, che va bene per un impianto industriale).

4. …where it remained until the end of the war.
“…dove rimase fino alla fine della guerra”. Letterale.

5. Today it is the first thing most visitors want to see – and it has never looked better…
“Oggi è la prima opera che quasi tutti i visitatori vogliono vedere, e non è mai stato così bello…”. The first thing → “la prima opera” (esplicitazione: “la prima cosa” sarebbe vago); la lineetta inglese diventa una virgola, più comune in italiano. It has never looked better è un’espressione tipica inglese: la rendiamo con una equivalenza.

6. …thanks to a careful restoration completed last year.
“…grazie a un accurato restauro concluso l’anno scorso”. Attenzione: last year su un sito web invecchia presto. Un buon traduttore lo segnala al committente e propone, se possibile, l’anno preciso.

La traduzione finale

Molti visitatori si stupiscono quando scoprono che il quadro più famoso del museo ha rischiato di andare perduto per sempre. Nel 1941, mentre le bombe cadevano sulla città, fu arrotolato e nascosto in una miniera abbandonata del Galles, dove rimase fino alla fine della guerra. Oggi è la prima opera che quasi tutti i visitatori vogliono vedere, e non è mai stato così bello, grazie a un accurato restauro concluso l’anno scorso.

La lista di controllo finale

  • Ho tradotto tutto? Nessuna frase o parola saltata?
  • Numeri, date, nomi propri sono giusti?
  • Il registro è coerente dall’inizio alla fine?
  • Ci sono calchi (è stato capace di per was able to, troppi possessivi, troppi passivi)?
  • Letto ad alta voce, suona come un testo italiano?

Lo schema: le cinque fasi

Fase Domanda chiave
1. Lettura Che cosa dice il testo, nel suo insieme?
2. Analisi Tipo, scopo, destinatario, registro, termini da cercare?
3. Prima stesura Ho una traduzione completa?
4. Revisione È fedele all’originale, frase per frase?
5. Rilettura Sembra scritta in italiano?

Errori comuni e falsi miti

  • “Comincio a tradurre dalla prima riga.” Prima si legge tutto: il senso di una frase dipende spesso da quello che viene dopo.
  • “Una volta tradotto, ho finito.” La revisione e la rilettura sono parte del lavoro, e spesso ne prendono un terzo del tempo.
  • “I possessivi vanno tradotti tutti.” L’inglese ne usa molti più dell’italiano: She raised her hand → “Alzò la mano”, non “la sua mano”.
  • “Il passivo inglese resta passivo.” Spesso in italiano suona meglio un attivo, un “si” impersonale o una forma riflessiva.

Esercizi

1Le fasi del lavoro

Metti in ordine le fasi: a) Rileggere solo il testo italiano · b) Leggere tutto il testo di partenza · c) Fare una prima stesura completa · d) Confrontare frase per frase con l’originale · e) Analizzare tipo di testo, scopo e destinatario

Vedi la soluzione

b → e → c → d → a

2Togli l’interferenza

Queste traduzioni sono troppo vicine all’inglese. Scrivi la forma corretta, più naturale in italiano.

  1. She raised her hand. → “Lei alzò la sua mano.”
  2. The museum was founded in 1824. → “Il museo è stato fondato nel 1824 da qualcuno.”
  3. He was able to finish on time. → “Lui fu capace di finire in tempo.”
  4. English is spoken here. → “L’inglese è parlato qui.”
Vedi la soluzione
  1. “Alzò la mano.”
  2. “Il museo fu fondato (è stato fondato) nel 1824.”
  3. “Riuscì a finire in tempo.”
  4. “Qui si parla inglese.”

3Tocca a te

Traduci questo testo per la versione italiana del sito di una biblioteca. Poi rileggi la tua traduzione con la lista di controllo.

Founded in 1602, the library holds more than 13 million items, from medieval manuscripts to the latest scientific journals. Its reading rooms are open to anyone with a reader’s card, which can be requested online.

Vedi la soluzione

Una possibile traduzione: “Fondata nel 1602, la biblioteca conserva oltre 13 milioni di documenti, dai manoscritti medievali alle riviste scientifiche più recenti. Le sale di lettura sono aperte a chiunque abbia la tessera, che si può richiedere online.” Note: items → “documenti” (non “oggetti” né “articoli”); holds → “conserva”; il passivo can be requested → “si può richiedere”.

Per approfondire

  • U. Eco, Dire quasi la stessa cosa. Esperienze di traduzione, Bompiani. Un classico, chiaro e pieno di esempi.
  • B. Osimo, Manuale del traduttore, Hoepli. Guida pratica alla teoria e al mestiere.
  • J. Munday, Introducing Translation Studies, Routledge. Il manuale di riferimento sulle teorie della traduzione, in inglese.
  • M. Baker, In Other Words: A Coursebook on Translation, Routledge. Un corso di traduzione con molti esercizi, in inglese.

I programmi cambiano da ateneo ad ateneo: quando inizi il corso, controlla sempre quale manuale adotta il tuo docente.

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