Introduzione alla traduzione Tipi di testo, registri e destinatari
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Introduzione alla traduzione · Lezione 3 di 6 · circa 10 minuti di lettura

In breve

Prima di tradurre una sola frase bisogna capire che tipo di testo abbiamo davanti, a chi è destinata la traduzione e a che cosa deve servire. La studiosa tedesca Katharina Reiss ha distinto tre grandi tipi di testo: informativi, espressivi e operativi. La teoria dello skopos (in greco “scopo”) aggiunge che è lo scopo della traduzione a decidere la strategia. E il registro, cioè il grado di formalità, va riprodotto con gli strumenti della lingua di arrivo.

Concetti chiave

Termine Che cosa significa
Tipologia testuale La classificazione dei testi secondo la loro funzione principale
Skopos Lo scopo della traduzione nella cultura di arrivo
Incarico di traduzione (translation brief) Le istruzioni del committente: per chi, per che cosa, dove sarà pubblicata
Registro Il grado di formalità di un testo: formale, neutro, informale
Destinatario Il lettore previsto della traduzione, con le sue conoscenze e aspettative

La spiegazione

Tre tipi di testo

Nel 1971 Katharina Reiss propose di classificare i testi secondo la loro funzione dominante, e di adattare a ogni tipo la strategia di traduzione:

  • testi informativi: comunicano fatti e conoscenze (manuali, articoli scientifici, istruzioni, notizie). Conta il contenuto: va reso in modo preciso, con la terminologia corretta e in una lingua chiara;
  • testi espressivi: hanno una forma artistica che conta quanto il contenuto (romanzi, poesie, testi teatrali). Conta la forma: stile, ritmo, immagini, voce dell’autore;
  • testi operativi: vogliono spingere il lettore a fare qualcosa (pubblicità, propaganda, appelli). Conta l’effetto: la traduzione deve convincere i nuovi lettori, anche cambiando molto.

Molti testi sono misti: una guida turistica informa, ma vuole anche convincere a visitare un luogo.

Lo scopo decide

Negli anni Ottanta Hans Vermeer e la stessa Reiss formularono la teoria dello skopos: una traduzione si giudica in base a quanto riesce a funzionare per il suo scopo. Lo stesso testo può essere tradotto in modi diversi se cambia lo scopo. Per esempio, la lettera di un emigrato italiano del 1910:

  • tradotta per un archivio storico, conserverà errori, dialettalismi e formule dell’epoca, magari con note;
  • tradotta per una mostra divulgativa, sarà resa in un inglese scorrevole che i visitatori capiscano subito.

Per questo i professionisti chiedono sempre un incarico chiaro: chi leggerà il testo? Dove sarà pubblicato? Deve sembrare un originale o una traduzione?

Il destinatario

Un articolo di medicina per specialisti e un opuscolo per i pazienti parlano della stessa malattia, ma richiedono scelte diverse. Il traduttore deve chiedersi che cosa sa già il lettore di arrivo: un riferimento chiarissimo per un inglese (the NHS) può essere oscuro per un italiano, e va forse spiegato (“il servizio sanitario nazionale britannico”).

Il registro

Ogni lingua segna la formalità con strumenti propri. L’italiano ha il tu e il Lei, l’inglese ha solo you: la formalità si esprime con il lessico (purchase invece di buy), con le formule (Dear Sir or Madam), con l’assenza di contrazioni. Quando si traduce dall’inglese bisogna decidere tra “tu” e “Lei” in base al contesto:

  • un sito di abbigliamento giovane: “Scopri la nuova collezione” (tu);
  • la lettera di una banca: “La informiamo che…” (Lei);
  • le istruzioni di un elettrodomestico: spesso l’infinito o il “voi” impersonale, “Premere il tasto”, “Non immergere in acqua”.

Attenzione anche alle convenzioni dei generi testuali: una ricetta inglese usa l’imperativo (Add the flour), una ricetta italiana tradizionale spesso l’infinito o il “si” (“Aggiungere la farina”, “si aggiunge la farina”).

Lo schema: tipi di testo secondo Reiss

Tipo Esempi Che cosa conta Strategia
Informativo Manuale, articolo, istruzioni Il contenuto Precisione, terminologia, chiarezza
Espressivo Romanzo, poesia, teatro La forma Stile e voce dell’autore
Operativo Pubblicità, appello L’effetto Adattare per convincere

Errori comuni e falsi miti

  • “Tutti i testi si traducono allo stesso modo.” Uno slogan e un contratto richiedono strategie quasi opposte.
  • “You si traduce sempre con ‘tu’.” Dipende dal registro e dal genere: in una lettera ufficiale è “Lei”.
  • “Lo scopo lo decide il traduttore.” Di solito lo stabilisce il committente; il traduttore lo chiede e ne tiene conto.
  • “Il traduttore non deve mai spiegare nulla.” A volte una breve spiegazione nel testo è la scelta migliore per il lettore di arrivo.

Esercizi

1Che tipo di testo?

Secondo Reiss, ogni testo è soprattutto informativo, espressivo o operativo?

  1. Le istruzioni di una stampante.
  2. Un sonetto di Shakespeare.
  3. Lo slogan di una campagna contro il fumo.
  4. Un articolo di Wikipedia sulla Brexit.
  5. Un racconto di Alice Munro.
Vedi la soluzione
  1. informativo
  2. espressivo
  3. operativo
  4. informativo
  5. espressivo

2Dare del tu o del Lei?

Per ogni frase decidi se nella traduzione italiana daresti del tu o del Lei: scrivi “informale” o “formale” (informale = tu, formale = Lei).

  1. Thank you for your order. You will receive a confirmation email. (un negozio online di moda per ragazzi)
  2. We regret to inform you that your application has not been successful. (una lettera dell’università)
  3. Ready for an adventure? Download the app now! (pubblicità di un videogioco)
  4. Please find attached the invoice for your stay. (un hotel di lusso)
Vedi la soluzione
  1. informale: tu (marchio giovane)
  2. formale: Lei
  3. informale: tu
  4. formale: Lei

3Lo stesso testo, due scopi

Il menù di un pub inglese dice: “Fish and chips with mushy peas”. Spiega come lo tradurresti per un menù bilingue nello stesso pub a Londra e per un libro di cucina italiano.

Vedi la soluzione

Nel menù del pub conviene lasciare il nome del piatto e aggiungere una spiegazione: “Fish and chips (pesce fritto in pastella con patatine) e purè di piselli”. Il cliente italiano deve poter ordinare il piatto con il suo nome. In un libro di cucina, invece, si può scrivere “Pesce in pastella con patatine e purè di piselli” e spiegare nell’introduzione che è il fish and chips britannico.

Per approfondire

  • U. Eco, Dire quasi la stessa cosa. Esperienze di traduzione, Bompiani. Un classico, chiaro e pieno di esempi.
  • B. Osimo, Manuale del traduttore, Hoepli. Guida pratica alla teoria e al mestiere.
  • J. Munday, Introducing Translation Studies, Routledge. Il manuale di riferimento sulle teorie della traduzione, in inglese.
  • M. Baker, In Other Words: A Coursebook on Translation, Routledge. Un corso di traduzione con molti esercizi, in inglese.

I programmi cambiano da ateneo ad ateneo: quando inizi il corso, controlla sempre quale manuale adotta il tuo docente.

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