Introduzione alla traduzione · Lezione 5 di 6 · circa 11 minuti di lettura
Il traduttore di oggi non lavora solo con la testa e un dizionario. Usa dizionari monolingui e bilingui, banche dati terminologiche, corpora (grandi raccolte di testi reali) e strumenti CAT (Computer-Assisted Translation), che ricordano le traduzioni già fatte. E deve saper lavorare con la traduzione automatica: sapere quando aiuta, quando sbaglia e come correggerla (post-editing). Le macchine non sostituiscono il giudizio umano: lo rendono più importante.
| Termine | Che cosa significa |
|---|---|
| Dizionario monolingue | Spiega le parole nella stessa lingua: mostra significati e usi |
| Corpus (plurale corpora) | Una grande raccolta di testi reali, consultabile al computer |
| Memoria di traduzione (TM) | Un archivio di frasi già tradotte, riproposte quando ricompaiono |
| Glossario / termbase | Un elenco dei termini con la traduzione da usare sempre |
| Traduzione automatica (MT) | Traduzione prodotta da un programma, come Google Traduttore o DeepL |
| Post-editing | La revisione umana di un testo tradotto automaticamente |
Il dizionario bilingue (per l’inglese, per esempio il Ragazzini di Zanichelli o il Grande Dizionario Hazon di Garzanti) dà le possibili traduzioni. Ma non dice quale scegliere: per questo serve anche il dizionario monolingue, inglese (Oxford, Cambridge, Collins, Longman, Merriam-Webster) e italiano (Zingarelli, Treccani, De Mauro), che spiega significati, registro e contesti d’uso. Una buona abitudine: cercare la parola nel bilingue, poi verificare la soluzione nel monolingue della lingua di arrivo. Per i termini tecnici esistono banche dati come IATE, la banca dati terminologica dell’Unione europea, gratuita e consultabile online.
Un corpus permette di vedere come una parola o un’espressione viene usata da migliaia di parlanti reali. Per l’inglese i più noti sono il British National Corpus (BNC) e il Corpus of Contemporary American English (COCA). Si cerca una parola e si ottengono le concordanze: righe di testo con la parola al centro. Così si scoprono le collocazioni, cioè le combinazioni naturali: in inglese si dice make a decision e take a photo, heavy rain e non strong rain.
Esistono anche i corpora paralleli, che mettono affiancati testi originali e traduzioni: strumenti come Linguee o Reverso Context mostrano come altri hanno tradotto un’espressione. Utilissimi, ma da usare con giudizio: le traduzioni raccolte non sono tutte buone.
Gli strumenti CAT non traducono da soli. Dividono il testo in segmenti (di solito frasi) e affiancano a ciascuno uno spazio per la traduzione. Il cuore è la memoria di traduzione: ogni segmento tradotto viene salvato e, se una frase uguale o simile ricompare, il programma propone la traduzione già fatta. Si parla di corrispondenza completa (100% match) o parziale (fuzzy match). Accanto c’è il glossario, che garantisce che lo stesso termine sia tradotto sempre allo stesso modo.
Sono indispensabili per i testi ripetitivi e lunghi: manuali tecnici, siti web, documenti aggiornati di anno in anno. Tra i più diffusi ci sono Trados e memoQ (a pagamento) e programmi gratuiti come OmegaT e Matecat, sviluppato in Italia.
Dalla metà degli anni Dieci la traduzione automatica usa le reti neurali (neural machine translation): sistemi addestrati su enormi quantità di testi tradotti, che producono frasi molto più fluide di prima. Google Traduttore è passato alle reti neurali nel 2016; DeepL è nato nel 2017. Oggi traducono bene molti testi semplici, ma commettono errori tipici:
Il post-editing è il lavoro di chi corregge la traduzione automatica. Esiste anche una norma internazionale che lo descrive (ISO 18587, del 2017). Per farlo bene bisogna sapere tradurre: chi non conosce bene le due lingue non vede gli errori.
All’università gli esercizi di traduzione servono a imparare a ragionare. Usare la traduzione automatica per farli toglie proprio la parte utile, e i docenti se ne accorgono. Usala invece per confrontare: traduci da solo, poi guarda che cosa propone la macchina e chiediti chi ha ragione e perché.
| Dubbio | Strumento |
|---|---|
| Che cosa vuol dire questa parola? | Dizionario monolingue della lingua di partenza |
| Come si traduce? | Dizionario bilingue, poi verifica nel monolingue |
| Qual è il termine tecnico ufficiale? | Banche dati terminologiche (IATE), testi specialistici |
| Questa combinazione di parole è naturale? | Corpus (BNC, COCA) |
| Come l’ho tradotto l’altra volta? | Memoria di traduzione e glossario (CAT) |
1Vero o falso?
2Quale strumento?
Per ogni dubbio scrivi quale strumento consulteresti per primo.
3Fai il post-editor
Questa traduzione automatica di “The doctor told the nurse that she should rest” dice: “Il dottore ha detto all’infermiere che dovrebbe riposare”. Spiega quali problemi ci sono e come correggeresti.
La macchina ha scelto il maschile per entrambi, ma she indica che almeno una delle due persone è una donna. Inoltre la frase italiana è ambigua: chi deve riposare? Se dal contesto è l’infermiera: “Il medico ha detto all’infermiera di riposarsi”. Se è la dottoressa: “La dottoressa ha detto all’infermiere che lei avrebbe dovuto riposare” (e meglio ancora riformulare). Il post-editor deve guardare il contesto e risolvere l’ambiguità.
Per approfondire
I programmi cambiano da ateneo ad ateneo: quando inizi il corso, controlla sempre quale manuale adotta il tuo docente.
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